Febbraio mese dell’epilessia

Febbraio è il mese con il giorno internazionale dell’epilessia, una patologia di cui soffro da oltre 30 anni e di cui ancora non si è capito proprio tutto. La giornata internazionale per il 2023 sarà lunedì 13.

“Epilessia” deriva da una parola greca che vuol dire “essere colti di sorpresa”; credo che sia la definizione più giusta per descrivere questa malattia.

Se riesco racconterò la mia esperienza attraverso alcune parole chiave, che accompagnano le persone che ne soffrono. Spero che sia utile a fare un po’ di informazione.

Già altre volte ho pubblicato degli articoli sulla mia epilessia, e credo che sia un bene farlo, un po’ per sfatare certi miti, e un po’ per far sapere alle persone che con l’epilessia ci si può convivere.

Già. Perché l’epilessia è una malattia che si può curare, con le medicine. Io non l’ho scelta (ne facevo volentieri a meno). È lei che – a un certo punto della mia vita – ha scelto me.

E allora ho cercato di capire perché. E di vedere se si poteva guarire.


Caro lettore, spero ti tenerti compagnia per qualche giorno. Tu – se puoi – condividi i miei piccoli articoli.

Al prossimo!

Il manager gentile del 2023

Ricordate il mio felice articolo sul Manager Gentile? Lo scrissi nel 2018 e lo pubblicai su Medium, perché all’epoca non avevo un blog tutto mio.
Parlavo di Andrea Pietrini, caro amico, Chairman di YOURgroup e cofondatore di Orariosantemesse.org, nonché una serie di altre cose…

Volevo tornare a scrivere della gentilezza di Andrea come persona e nel suo lavoro, ma non sapevo come declinarla.

L’assist me lo ha fornito un certo Francesco, il nostro Papa, con il suo Messaggio per la 57ma giornata delle Comunicazioni sociali, che si celebra ogni anno il 24 gennaio, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Il tema di quest’anno è: “Parlare col cuore”.

Me lo sono letto (se volete farlo anche voi, lo trovate a questo link), e ho trovato qualche spunto per collegarci la bella attività di comunicazione che Andrea fa, soprattutto su LinkedIn.

Seguo sempre con grande attenzione e interesse i suoi post. L’ho letto, osservato e tante volte commentato. Lui è un manager, io una semplice impiegata nel settore pubblico.

Le connessioni generose di Andrea

“Una bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni” 

(Sir 6,5)

Questa citazione del Libro del Siracide, inserita nel messaggio del Papa, mi ha indirizzato dritto dritto a uno dei valori per i quali Andrea è tanto apprezzato: le sue connessioni generose e il suo modo di fare networking.
Senza di lui oggi non avrei conosciuto Andrea Franzoso, Jacopo Mele, Saverio Mancino…
Nomi cognomi e poi persone, che ho avuto modo di conoscere, e che – come Andrea – portano con sé un’altra caratteristica: la generosità.

Andrea, un manager “di cuore”

Un po’ più avanti, nel messaggio, Papa Francesco scrive:

“Comunicare cordialmente vuol dire che chi ci legge o ci ascolta
viene portato a cogliere la nostra partecipazione alle gioie e alle paure,
alle speranze e alle sofferenze delle donne e degli uomini del nostro tempo.
Chi parla così vuole bene all’altro perché lo ha a cuore.”

Calando questo pensiero nella vita e nell’attività di Andrea posso senz’altro affermare che lui è un uomo di cuore. Mi piacciono tanto quelle che io ho ribattezzato le “Storie di Pietrini”. Sono i racconti della sua adolescenza, quando aiutava suo padre al mercato, e altre storie che ci dicono da dove arriva il carattere di quest’uomo.

Anche nel lavoro, prima a sé stesso e poi ai suoi manager, Andrea ricorda la gentilezza. Sue sono queste parole:

“Ci sono tanti modi per essere manager….
Io credo che mettere gentilezza nei modi, cortesia nelle richieste, ma anche condivisione di obiettivi,
piuttosto che asettica imposizione di comportamenti,
alla lunga produca risultati molto migliori.”

E la gentilezza è il primo tema che si incontra nel piccolo e pratico libro (Fractional manager una nuova professione per le imprese che evolvono Egea editore) che Andrea Pietrini ha scritto per i manager che aspirano a diventare fractional, come lui:

“La gentilezza è una caratteristica obbligatoria nel manager odierno? In realtà no.
Perché quindi parlare di gentilezza? Direi per due motivi.
Il primo è perché in una civiltà sempre più orizzontale e connessa in rete la vera differenza sul lavoro e nella vita sarà sempre più rappresentata dalla capacità di interagire con gli altri in maniera efficace e costruttiva collaborando e condividendo.
Il secondo è perché più ci spingeremo verso il futuro più ci ritroveremo ad avere a che fare con le macchine che in molti casi sostituiranno in tutto in parte l’attività umana anche quella manageriale.
Tuttavia esiste un tratto distintivo che separa per il momento i senzienti dai sintetici ed è ciò che la nostra cultura ha sempre identificato con il concetto di anima”.

Eh già. Concordo con te Andrea. Mettere in circolo le idee, attuare il confronto e usare un po’ di cuore anche in luoghi dove spesso di cuore ce n’è poco può davvero fare la differenza.

Lo vedo nel successo di tutti i verticali di YOURgroup, che alla fine è fatta di persone selezionate che condividono la mission del gruppo e del suo Chairman.

Verso il futuro e oltre…

l’equity crowdfunding di Caciocavalloimpiccato

Oggi ti voglio raccontare cosa hanno in serbo gli amici di Caciocavalloimpiccato per il prossimo futuro.
Ci ho messo anch’io un po’ a capirlo perché, come saprai, non amo i paroloni (che pure servono fra gli addetti ai lavori) e mi piace parlare (o meglio, scrivere) con un linguaggio semplice, comprensibile da tutti.

Ma prima di addentrarci nell’argomento di oggi, vorrei ricordare le tappe del mio personale percorso che ho voluto condividere con te per raccontarti Caciocavalloimpiccato:

1 – Saverio e il suo perché: qual era e qual è ancora oggi il motivo che ha spinto Saverio a realizzare Caciocavalloimpiccato;
2 – Caciocavalloimpiccato per tutti: come Saverio è riuscito a rendere disponibile a tutti l’esperienza del Caciocavalloimpiccato;
3 – Attesa, pazienza, successo: il lungo percorso che ha portato Caciocavalloimpiccato ad essere un food brand così bello e particolare.


Bene, ora possiamo addentrarci in quello che sarà il futuro prossimo di Caciocavalloimpiccato: l’equity crowdfunding per la realizzazione del primo Caciocavalloimpiccato Bistrot.

Ok, lo so che detta così è un po’ difficile da capire.
Ma spezzettiamo la definizione: cercherò di legarla alla storia che ti ho fin qui raccontato:

“Equity” , “Crowd”, “Funding”

Partiamo dalla terza parola: “Funding”.
Ovvero i fondi, i soldi. Si sa che se si vuole realizzare qualcosa, se non ci sono i soldi, difficilmente si riuscirà. Anche per questo nuovo progetto ci vogliono dei soldi.

“Crowd”: tradotto letteralmente è la folla.
Oggi – a gennaio 2023 – dopo 6 anni di attività e un numero sempre crescente di successi, è arrivato il momento di chiedere a chi si è appassionato al progetto Caciocavalloimpiccato di investire dei soldi.

E veniamo all’”Equity”:
chi deciderà di investire, una somma piccola, media o grande, non solo contribuirà alla realizzazione di questo nuovo traguardo (il Bistrot), ma diventerà a tutti gli effetti un socio di Caciocavalloimpiccato.

Io non sono un tecnico e ci capisco poco di finanza; mi limito ad osservare e a raccontare le cose belle. L’equity crowdfunding è una forma di investimento aperta a tutti per raggiungere uno scopo.

Io vorrei aggiungerci una parola tutta italiana che associo benissimo a Saverio e a questa operazione che sta per partire: generosità.
Eh, sì. Perché in fondo, il Bistrot lo avrebbe realizzato comunque, però vuole rendere partecipi tutti quelli che vorranno del suo progetto iniziale.

Grazie Saverio, sei speciale.
Tu e tutto il team di Caciocavalloimpiccato.


Caro lettore, ti lascio con tre cose molto belle e più professionali di quanto non sia la mia narrazione.

Il video, realizzato in Lucania per il lancio della campagna di crowdfunding:

Il webinar, dove Saverio, insieme a Michele Franzese spiega i dettagli più tecnici della campagna di crowdfunding Caciocavalloimpiccato:

Il link a CrowdInvest Italia, dove – dal 27 gennaio – sarà attiva la raccolta fondi:

https://crowdinvestitalia.it/equity-crowdfunding/CACIOCAVALLO_IMPICCATO


Ringrazio ancora Saverio e il suo team per avermi permesso di raccontare Caciocavalloimpiccato con le immagini ufficiali del brand.

…e non finisce qui!

Attesa, pazienza, successo

Ecco gli ingredienti che non si vedono, ma che stanno dentro ad ogni singola bruschetta di Caciocavalloimpiccato.
Chi ce li mette?

Caro lettore, te lo dico subito: in questo articolo cercherò di condurti indietro nel tempo, non di tanto a dire il vero, e farti ripercorrere insieme a me le tappe che hanno segnato la crescita di “CaciocavalloImpiccato by Saverio Mancino”.

Se guardo indietro ai precedenti 6 anni posso senz’altro individuare dei momenti precisi dove c’è stato lo switch tra un traguardo e l’altro. E posso dire, a buon conto, e Saverio lo sa, di essere stata una osservatrice privilegiata.

Attesa

Forse è il periodo più faticoso e difficile: un uomo, un’idea e tanta tanta ricerca.
Se avete letto “Saverio e il suo perché” capite bene qual è l’intenzione di Saverio: riprendere una pietanza povera della sua terra e rivisitarla in chiave moderna. 

C’era una volta un Caciocavallo… impiccato, com’era usanza fare tra i pastori lucani in transumanza:
un formaggio colato e fuso che si poteva spalmare su un pezzo di pane bruscato.

Potrei raccontarvi una fiaba, ma questa proprio fiaba non è. perchè è una storia vera!

Nel tempo dell’attesa lo vedo Saverio che percorre la sua amata Lucania per trovare i prodotti migliori per realizzare il suo Caciocavalloimpiccato: Caciocavallo ma non solo: il pane di Matera, il peperone crusco di Senise, il miele del Pollino e la tartufata.
Con questi ingredienti il Caciocavallo può ben diventare una bruschetta gourmet. 

Manca il “patibolo”: un’asta pratica da montare (e oggi brevettata). 
Messa a punto anche quella, bisogna trovare il modo di comporre tutto in una scatola che sia idonea a trasportare i prodotti nelle case degli italiani.
Non so come, ma Saverio e i suoi collaboratori ce la fanno a fare tutto.

E il Caciocavalloimpiccato diventa un kit, con tutto questo ben di Dio di cibi e vino lucano,  e la sua asta per riprodurre a casa l’esperienza di questa deliziosa pietanza.

Il kit refigerato Caciocavalloimpiccato

Inizia così l’avventura del brand CaciocavalloImpiccato come lo conosciamo oggi.


Pazienza

Con il video promozionale del dicembre 2016 Caciocavalloimpiccato si presenta al mondo, con il suo sito, l’e-commerce, i primi kit e le ricariche.
Vuoi non metterci la comunicazione sui social network? Ma certo! Nascono la pagina Facebook, il canale Instagram (che oggi conta oltre 30mila follower), il profilo Linkedin.

Così,  grazie alla maestria di Saverio che pubblica le dirette dai vari street food in giro per l’Italia, pare di essere lì, con lui, con i suoi ragazzi.
La gente incuriosita aumenta da un evento all’altro e pian piano CaciocavalloImpiccato si fa strada online e offline.

Nel 2017 inizia il sodalizio con Eataly.
Io, che per altri motivi avevo un’immensa voglia di conoscere Saverio, nel giugno 2017 scendo a Roma, e lo trovo al primo corner ufficiale a Eataly, dove rimarrà per tutta l’estate. Con lui la sua famiglia e già qualche giovane, arruolato per assicurare la vendita delle bruschette ad ogni ora.

Nel frattempo iniziano le affiliazioni con i locali in Italia e in giro per l’Europa.  
Ma Saverio ha già in mente altri sviluppi per il suo Caciocavalloimpiccato: mentre continua a partecipare ad eventi e fiere il pensiero va ai ristoranti: come realizzare qualcosa di bello, pratico e funzionale per realizzare “al tavolo” davanti ai clienti la mitica bruschetta gourmet Caciocavalloimpiccato? 
Ci vorrebbe un carrello… no, ma non come quello dei dolci. Il pensiero di Saverio è sempre quello di far rivivere l’esperienza dei pastori lucani. Il carrello dovrà avere l’asta, il grill e magari richiamare nel design l’albero dei boschi della sua terra. 

Così, nel 2018, nasce il carrello per i ristoranti, un vero oggetto di design.
Realizzato, indovinate? In Basilicata, ovvio.

Il carrello

Il carrello: ecco il terzo passaggio evolutivo che rende sempre più unica quella che ormai è davvero un’esperienza più che un’idea.

Successo 

Devo  doverosamente fare un salto indietro, per raccontarti una delle tante cose belle che ho visto seguendo il percorso evolutivo di CaciocavalloImpiccato. 
Tra uno Street Food e l’altro, ti dicevo che Saverio ha portato il suo Caciocavalloimpiccato anche in qualche fiera. 
Bene: a febbraio 2018 a Rimini si  è svolta la Beer Attraction, e c’è stata  la competizione per decretare il miglior panino Street Food. Caciocavalloimpiccato ha vinto il primo premio, e questa vittoria lo ha portato direttamente alla fiera internazionale di Los Angeles dove potrà far conoscere Caciocavalloimpiccato anche alla platea americana. 

L’estate romana del 2018 è ancora allietata da Caciocavalloimpiccato all’Isola del cinema, dove per la prima volta viene presentato il carrello.

Da qui in avanti, nonostante lo stop imposto dal  Covid, Caciocavalloimpiccato cresce, e Saverio, insieme al suo team ha tutto il tempo di mettere a punto l’ultimo suo sogno:
(ultimo finora, ben inteso…) il Caciocavalloimpiccato bistrot

Ma te ne parlerò nel prossimo articolo.

Caro lettore, se sei arrivato fino a qui ti ringrazio. Ti consiglio – se già non lo fai – di seguire i canali social di Caciocavalloimpiccato.

Non sto ad elencarteli. Basta che apri internet e cerchi. Ormai Caciocavalloimpiccato è talmente famoso che lo trovi dappertutto. Ma attento: l’originale è solo quello con il logo giallo.

CaciocavalloImpiccato per tutti!

Dopo il perché di Saverio Mancino voglio ora raccontarti come è proseguita l’attività di Caciocavalloimpiccato o – almeno – come l’ho osservata io nel corso di questi anni. 

Era dicembre 2016 e io mi trovavo a casa per sistemare un po’ la mia salute, così ho potuto seguire Saverio che muoveva i primi passi in rete per rendere il suo Caciocavalloimpiccato qualcosa di professionale e straordinario. 

Così l’ho visto realizzare nel corso di poche settimane un video dove il caciocavallo è un pretesto per condividere tempo insieme agli amici con la bruschetta è un buon bicchiere di vino. Il video che ne è uscito è qui (dura meno di due minuti). Te lo lascio guardare poi torna qui.

La fine di un percorso e l’inizio di una felice attività

Credo di non sbagliare a pensare che quei giorni siano stati una specie di traguardo: la fine di un lungo percorso di ricerca dei prodotti migliori trovati in lungo e in largo per la sua amata Lucania per rendere il CaciocavalloImpiccato un piatto davvero gourmet, il termine di mesi di sperimentazione e messa a punto di un’asta facile da trasportare e montare. E nel contempo la realizzazione di un sogno che era pronto a vedere la luce e la sua piena realizzazione.

Che il viaggio abbia inizio!

Finalmente Saverio era riuscito a realizzare le cose che servivano per portare l’esperienza dell’impiccagione del caciocavallo anche su una terrazza o nel salotto di casa: un’asta brevettata e un grill. Niente di più.

Ora era pronto per andare per sagre e feste a portare l’esperienza dei pastori della sua terra d’origine in giro per l’Italia.
Chissà se all’epoca pensava già a quello che sarebbe venuto dopo?
Secondo me sì, ma non era ancora il momento.
E Saverio questo lo sapeva bene.
Prima bisognava creare un brand unico, conosciuto e riconoscibile, e trovare il modo di far giungere i prodotti – rigorosamente lucani – nelle case degli italiani, e poi in giro per il mondo.
Perché – oggi – Caciocavalloimpiccato non è una semplice bruschetta, ma una vera esperienza che ti porta indietro nel tempo.

Da quella terrazza è cominciata la lunga attività che ha coinvolto numerose persone: Saverio e il suo team (forse le persone più importanti, che lavorano nel backend), mentre sui social inizia una massiccia attività di diffusione del Caciocavalloimpiccato by Saverio Mancino, l’unico, inimitabile.

Il mio piccolo storytelling

Nel mio articolo dello scorso dicembre ripercorrono 5 anni di accompagnamento dell’attività di CaciocavalloImpiccato con i miei articoli. Non avevo ancora un blog mio, ma su Medium ho scritto parecchi articoli su questo argomento.

Caro lettore, se ti va facci un giro.