Saverio Mancino e il suo perché

Conosco Saverio Mancino dall’estate del 2016. Un incontro del tutto inaspettato, grazie a una delle sue tante idee realizzate: OrarioSanteMesse. Ma oggi non voglio parlare di questo.

Se oggi ho un blog che porta il mio nome e ho scoperto che scrivere mi piace, è proprio grazie a lui. Ma neanche di questo voglio parlare.

E allora?
Il motivo per cui mi sono avventurata in questo piccolo viaggio di narrazione è per raccontarti quello che di bello ha combinato Saverio da quando lo conosco, e qual è la prossima idea che intende realizzare.

Saverio è lucano di origine, ma è un lucano vero e autentico, dalla testa ai piedi, nel cuore e nel cervello.
Insomma, per dirla con le parole di un altro mio caro amico è uno che quando fa le cose ci mette testa, mani e cuore.

È un uomo attaccato alla sua terra d’origine, alle tradizioni, tanto da realizzare in modo molto creativo e professionale il modo di replicare anche a casa in salotto un piatto della tradizione contadina lucana: il Caciocavalloimpiccato.

Caro lettore, dire Saverio Mancino o Caciocavalloimpiccato è la stessa cosa.
Se avrai la pazienza (o la voglia) di seguirmi, ti condurrò in questo viaggio che parte da dove stai ora e ti porterà – attraverso un giro del mondo – alla piccola grande Lucania, terra di Briganti e Pastori in transumanza.

Un anno con Ero un Bullo

Eccomi qua, a un anno dall’uscita di Ero un bullo: un libro bello, intenso, profondo.

Tempo di bilanci

I numeri ufficiali (almeno quelli di cui sono a conoscenza) parlano di 10 ristampe in 12 mesi, 13 settimane nelle classifiche dei libri più venduti, e poi non so quanti eventi di presentazione e approfondimento dei temi toccati dal libro con migliaia di ragazzi in tutta Italia.
Personalmente posso dire di aver letto il libro 4 volte (3 in versione cartacea, 1 nel formato Kindle), e averlo ascoltato 1 volta in versione Audible.
Ho amato la vera storia di Daniel Zaccaro scritta da Andrea Franzoso e ho scritto già molto.
Perché la storia così come è raccontata offre numerose chiavi di lettura.

E ne ho parlato.
Tanto.
Così tanto da strappare ad Andrea un’oretta il primo dicembre 2022 per un incontro qui da noi.
Dopo tanto scriverne finalmente ci siamo incontrati e il mio libro è pure autografato!

Un anno di articoli e incontri “divini”

In questi 12 mesi ho potuto scrivere del libro e delle storie ivi contenute in tanti articoli sul mio blog.
E ho potuto dialogare, seppure a distanza con Daniel.
Il suo conto con la giustizia lo ha pagato.
Oggi è cambiato.
Grazie – dice lui – ad incontri “divini” con gli adulti credibili che lo hanno aiutato a cambiare prospettiva.
A capire che

la vita ha senso se si sostituisce l’apparenza con l’essenza:
essere anziché “apparire“.

Non è facile fare questo cambiamento, ma è possibile. La storia di Daniel ne è la prova.
Questo credo sia il messaggio di speranza racchiuso nel libro e offerto ai lettori, piccoli e grandi.

Un libro aperto

Ero un bullo è il racconto di una storia vera, un libro aperto a mille possibilità.
L’onda lunga della storia non si è ancora arrestata…
Quando si è finito di leggerlo, non lo si mette in libreria, almeno non subito.
Almeno non io.
Credo di non aver mica finito di parlarne…

Caro Andrea, caro Daniel, grazie!
Per questo primo anno insieme.
Per avermi permesso di scrivere di temi importanti.
Per avermi fatto conoscere persone assolutamente normali che fanno cose straordinarie.


Manca una cosa, prima di terminare.
La foto di copertina: Ero un Bullo l’ho trovato così nella libreria di Borgomanero.
Non si può non notarlo. Valentina, la libraia, sa come mettere i libri.

Il libro “ascoltato”

Inizio questo articolo ancora su Ero un bullo, partendo da un post che Andrea Franzoso ha pubblicato su Facebook qualche giorno fa:

“Ricordo come fosse ieri l’incontro con una ragazzina cieca nella scuola media di Pescate (Lecco).
Era il 25 marzo 2019, giorno del mio compleanno. In quella piccola scuola affacciata sul Lago di Como mi avevano fatto trovare persino la torta. Gli alunni avevano letto #disobbediente.
Al momento del firmacopie, si avvicina la ragazzina cieca accompagnata per mano dalla sua prof: “Vorrei vederti. Posso accarezzarti?” E così passa delicatamente le sue mani sul mio volto e sui capelli, e abbozza un sorriso dolcissimo.
“Adesso vorrei chiederti un altro favore: il tuo libro me l’ha letto la prof, ma io vorrei tanto poterlo leggere da sola. Perché non dici al tuo editore di fare un audiolibro?” Detto, fatto. Chiesi a lei di registrare la sua richiesta in un breve video, che inviai tramite WhatsApp al direttore editoriale di DeAgostini.
Pochi mesi dopo, l’audiolibro era pronto.
Ma la storia non finisce qui. L’audiolibro ha girato in lungo e in largo… e un giorno è stato ascoltato da Chicca Mencoboni, di Pesaro. Anche lei cieca. Una forza della natura (è un’atleta formidabile, corre e tira con l’arco). Dopo la lettura del #disobbediente, Chicca mi ha scritto un messaggio su Messenger. E si è subito data da fare per organizzare nella sua città una presentazione di Ero un bullo.
Durante i miei giri nelle scuole, ho incontrato molti ragazzi che, pur desiderandolo, per svariate ragioni non possono leggere.
E allora, grazie a insegnanti straordinari, escogitano altri mezzi per farlo.
A Frosinone un’alunna autistica ha trasformato #disobbediente in un fumetto, ad Agrigento una studentessa dislessica ha realizzato splendide illustrazioni per ogni capitolo (di Ero un Bullo, ndr). In entrambi i casi, abbiamo scoperto autentici talenti.
Pubblico in questo post due disegni della ragazza di Agrigento, giusto per darvi un’idea. Io già me la vedo alla Scuola del Fumetto…

Anche questi lavori hanno fatto giri incredibili.
Per esempio, qualche giorno fa, l’assistente alla comunicazione di un’alunna disabile mi ha chiesto un aiuto: “necessiterei di immagini, magari disegni dei personaggi, dei luoghi ecc., perché la ragazza in questione si appoggia molto sul canale visivo”.
Ho scritto subito alla prof.ssa di Agrigento, che mi ha inviato i disegni della sua studentessa.
E così questi disegni dalla Sicilia sono finiti a Cerveteri e stanno aiutando un’altra ragazza a leggere il mio libro.”

I disegni della ragazza di Agrigento

Caro Andrea, sai come le chiama queste il nostro “gancio”? Sono le “connessioni generose”


Anche io, che non uso molto il libro “registrato”, ho provato ad ascoltarlo, e ne ho tratto alcune riflessioni.

Perché “ascoltare” un libro?

Se per alcune persone è fondamentale, perché non vedenti, altre hanno l’abitudine di farlo, magari mentre sono in viaggio, al posto della radio, o mentre fanno jogging.
È uno strumento che tiene compagnia anche per momenti più o meno brevi; nella mia esperienza, devo dire che l’ascolto di Ero un bullo, nonostante conoscessi già la storia, non mi ha annoiato.

L’estratto gratuito

In questo caso l’audiolibro era su Audible. Ho constatato che serve a poco. A farti giudicare mediocre un “prodotto” che poi in realtà è abbastanza buono.

Le cose che proprio non mi sono piaciute

Su un testo come questo, il lettore avrebbe potuto informarsi sulla pronuncia di “Zaccaro”; poi alcuni situazioni descritte. Mi chiedo se anche un confronto con l’autore su come meglio interpretare alcuni passaggi sarebbero giovati ad un miglior risultato finale.

La lettura nel complesso

Nella prima parte tutto era molto veloce (non so se per colpa del mio dispositivo, oppure per problemi di montaggio…): la lettura seguiva il ritmo delle scorribande in moto di Daniel. Dall’arresto in avanti la qualità della lettura è migliorata, e anche le inflessioni della voce nei dialoghi li ho trovati buoni.
Questa era la quarta volta che “ripassavo” il libro, e devo dire che ho riscoperto a distanza di tempo alcuni particolari dimenticati e altri su cui ho scritto lungo tutto quest’anno.

Una lettura che non stanca

Non so di chi sia più il merito: se dell’autore, del protagonista e della storia, o del narratore, ma non mi sono stancata.
Ho ascoltato il libro in diversi orari e in contesti differenti: mi ha tenuto compagnia mentre stiravo, in qualche momento al pomeriggio e tanto alla sera prima di coricarmi; mai è risultato noioso o stancante, soprattutto per una come me che già la storia la conosceva bene.


Caro lettore, non so quanta esperienza hai di audiolibri. Io posso dire di aver fatto un’esperienza diversa e comunque bella.

Crea – Racconta – Ricrea

Tornando al punto di partenza credo che avere la versione audio dei libri di Andrea Franzoso sia ormai un must per i suoi giovani lettori.
Ringrazio Andrea che mi ha permesso di usare per l’articolo il testo e le immagini del suo post.
C’è una miniera di materiale che i ragazzi delle scuole e non solo producono a seguito della lettura di una stessa storia (Ero un bullo se non erro è alla settima ristampa in meno di un anno).
Un processo che alcuni amici del cilento che ho ospitato sul mio blog hanno codificato con questo trinomio: #CreaRaccontaRicrea.
Se Andrea ha raccolto e raccontato la storia di Daniel, tutti quelli che l’hanno letta (o la leggeranno) hanno potuto ricreare il racconto in altre forme.

La “storia vera di Daniel Zaccaro” ormai la conosciamo in tanti; se per caso non ne hai mai sentito parlare, appena puoi vai in libreria, chiedi “Ero un Bullo” di Andrea Franzoso.
Usi gli ebook? C’è la versione Kindle.
Preferisci gli audiolibri? Lo trovi anche su Audible. Che sta in promozione per le feste.

Basta il pensiero

Buon Natale a te che stai leggendo.
Oggi vorrei raccontarti come è quanto considero importante la “frase fatta”, il “luogo comune” che ho messo come titolo di questa mia riflessione.
Intanto diciamo che per me non è assolutamente vero che sia una frase fatta. Io apprezzo i pensieri tanto quanto i regali, o forse di più.
E di riflesso io stessa metto più cura nel preparare il biglietto di auguri per quella persona più dell’oggetto materiale che costituisce il regalo.

Chi ha imparato a conoscermi lo sa: il biglietto vale più del pacchetto.
Credo che un pensiero ben scritto sia sinonimo di attenzione nei confronti del destinatario.
E di tutto quello che ricevo, faccio attenzione ai messaggi, alle parole.

In occasione di questo Natale ho ricevuto alcuni regali e alcuni pensieri.
Il più bello? Un pensiero – guarda caso – che mi ha lasciato il protagonista di un libro.

Grazie di esserci

Tanto semplice quanto potente!
Una frase di tre parole che nasconde mille possibilità di interpretazione.

Caro lettore, lo dico anche a te: grazie di esserci, perché senza di te questo blog non avrebbe alcun senso.

365 giorni di crescita

saggezza in pillole

Ho comprato questo ultimo libro di Raffaele prima ancora che fosse un libro.
E prima ancora di sapere che lo sarebbe diventato.
Esiste infatti (per gli amanti delle newsletter) la newsletter, lanciata ormai più di un anno fa, che porta lo stesso nome.

La newsletter

Raffaele è partito come un diesel. All’inizio era “30 giorni di crescita”, forse un test, gratuito.
Al termine dei 30 giorni c’era la possibilità di acquistare “365 giorni di crescita”, che però partiva dalla puntata 31.
Come ogni buona newsletter arrivava tutte le mattine nella mail. Due minuti di ispirazione e di lettura che allietavano la giornata insieme al caffè.
La bellezza di quella newsletter era che ognuno poteva attivarla in un giorno qualsiasi…
Io credo fosse novembre o dicembre 2021.
Beh, sarà un caso, ma il giorno del mio compleanno è arrivata la riflessione che più di tutte mi rappresenta.
Si avvicinava il giorno ultimo… E addio “365 giorni di crescita”…
… che peccato…

In 365 giorni può crearsi un’abitudine? Sì.
Raffaele (lui dice di essere pigro, ma io mica ci credo) me lo ha insegnato.
Terminata l’esperienza, Raffaele mi propone di regalare la newsletter a prezzo scontato: fatto!
E poi un giorno apro i social e trovo questa bella notizia: c’è il libro!
Wow! Tutto giallo, con un’operazione di marketing niente male…: se acquisti a prezzo promozionale Raffaele ti regala 2 corsi: caspita!
ho acquistato il libro e mi sono regalata 2 corsi di Raffaele.
(…poi mi dirà se non è Babbo Natale!)

Il libro

Bene. Il libro è arrivato. So già cosa c’è dentro.
Ma c’è una introduzione.
La prima cosa che leggo è una citazione di Raffaele:

“Non devi essere l’unico a parlare di qualcosa.
Devi parlare di qualcosa in modo unico.”

In due righe il riassunto di tutto quello che ho imparato dalle lezioni, dai libri e dai filmati di Raffaele.
E il libro giallo, prontamente ribattezzato #librodacomodino, rimarrà lì, a farmi compagnia.
Ogni tanto lo aprirò, prima di addormentarmi, o per iniziare la giornata.
365 citazioni e riflessioni che potrò usare per riscrivere i pensieri “a modo mio”: perché è questo che interessa a Raffaele.

Anche se nel sottotitolo Raffaele ha scritto “per chi fa impresa e la libera professione”, il libro è davvero adatto a tutti.
Io non ho un business, non faccio impresa, eppure i suoi libri sono fonte di ispirazione per le mie attività extra-lavorative.

Grazie Raffaele, hai fatto centro anche questa volta!


Caro lettore, se ancora non sai come comprarlo, o semplicemente vuoi saperne di più, ti lascio il link dove troverai tutte le informazioni:
https://www.raffaelegaito.com/365-giorni-di-crescita/

E se hai un minimo di passione per il mondo digitale e social, ti consiglio di seguirlo. Come?
Apri internet e scrivi “Raffaele Gaito”: troverai tutti i suoi contenuti!