Ecco gli ingredienti che non si vedono, ma che stanno dentro ad ogni singola bruschetta di Caciocavalloimpiccato.
Chi ce li mette?
Caro lettore, te lo dico subito: in questo articolo cercherò di condurti indietro nel tempo, non di tanto a dire il vero, e farti ripercorrere insieme a me le tappe che hanno segnato la crescita di “CaciocavalloImpiccato by Saverio Mancino”.
Se guardo indietro ai precedenti 6 anni posso senz’altro individuare dei momenti precisi dove c’è stato lo switch tra un traguardo e l’altro. E posso dire, a buon conto, e Saverio lo sa, di essere stata una osservatrice privilegiata.
Attesa
Forse è il periodo più faticoso e difficile: un uomo, un’idea e tanta tanta ricerca.
Se avete letto “Saverio e il suo perché” capite bene qual è l’intenzione di Saverio: riprendere una pietanza povera della sua terra e rivisitarla in chiave moderna.
C’era una volta un Caciocavallo… impiccato, com’era usanza fare tra i pastori lucani in transumanza:
un formaggio colato e fuso che si poteva spalmare su un pezzo di pane bruscato.
Potrei raccontarvi una fiaba, ma questa proprio fiaba non è. perchè è una storia vera!
Nel tempo dell’attesa lo vedo Saverio che percorre la sua amata Lucania per trovare i prodotti migliori per realizzare il suo Caciocavalloimpiccato: Caciocavallo ma non solo: il pane di Matera, il peperone crusco di Senise, il miele del Pollino e la tartufata.
Con questi ingredienti il Caciocavallo può ben diventare una bruschetta gourmet.
Manca il “patibolo”: un’asta pratica da montare (e oggi brevettata).
Messa a punto anche quella, bisogna trovare il modo di comporre tutto in una scatola che sia idonea a trasportare i prodotti nelle case degli italiani.
Non so come, ma Saverio e i suoi collaboratori ce la fanno a fare tutto.
E il Caciocavalloimpiccato diventa un kit, con tutto questo ben di Dio di cibi e vino lucano, e la sua asta per riprodurre a casa l’esperienza di questa deliziosa pietanza.

Inizia così l’avventura del brand CaciocavalloImpiccato come lo conosciamo oggi.
Pazienza
Con il video promozionale del dicembre 2016 Caciocavalloimpiccato si presenta al mondo, con il suo sito, l’e-commerce, i primi kit e le ricariche.
Vuoi non metterci la comunicazione sui social network? Ma certo! Nascono la pagina Facebook, il canale Instagram (che oggi conta oltre 30mila follower), il profilo Linkedin.
Così, grazie alla maestria di Saverio che pubblica le dirette dai vari street food in giro per l’Italia, pare di essere lì, con lui, con i suoi ragazzi.
La gente incuriosita aumenta da un evento all’altro e pian piano CaciocavalloImpiccato si fa strada online e offline.
Nel 2017 inizia il sodalizio con Eataly.
Io, che per altri motivi avevo un’immensa voglia di conoscere Saverio, nel giugno 2017 scendo a Roma, e lo trovo al primo corner ufficiale a Eataly, dove rimarrà per tutta l’estate. Con lui la sua famiglia e già qualche giovane, arruolato per assicurare la vendita delle bruschette ad ogni ora.
Nel frattempo iniziano le affiliazioni con i locali in Italia e in giro per l’Europa.
Ma Saverio ha già in mente altri sviluppi per il suo Caciocavalloimpiccato: mentre continua a partecipare ad eventi e fiere il pensiero va ai ristoranti: come realizzare qualcosa di bello, pratico e funzionale per realizzare “al tavolo” davanti ai clienti la mitica bruschetta gourmet Caciocavalloimpiccato?
Ci vorrebbe un carrello… no, ma non come quello dei dolci. Il pensiero di Saverio è sempre quello di far rivivere l’esperienza dei pastori lucani. Il carrello dovrà avere l’asta, il grill e magari richiamare nel design l’albero dei boschi della sua terra.
Così, nel 2018, nasce il carrello per i ristoranti, un vero oggetto di design.
Realizzato, indovinate? In Basilicata, ovvio.

Il carrello: ecco il terzo passaggio evolutivo che rende sempre più unica quella che ormai è davvero un’esperienza più che un’idea.
Successo
Devo doverosamente fare un salto indietro, per raccontarti una delle tante cose belle che ho visto seguendo il percorso evolutivo di CaciocavalloImpiccato.
Tra uno Street Food e l’altro, ti dicevo che Saverio ha portato il suo Caciocavalloimpiccato anche in qualche fiera.
Bene: a febbraio 2018 a Rimini si è svolta la Beer Attraction, e c’è stata la competizione per decretare il miglior panino Street Food. Caciocavalloimpiccato ha vinto il primo premio, e questa vittoria lo ha portato direttamente alla fiera internazionale di Los Angeles dove potrà far conoscere Caciocavalloimpiccato anche alla platea americana.

L’estate romana del 2018 è ancora allietata da Caciocavalloimpiccato all’Isola del cinema, dove per la prima volta viene presentato il carrello.
Da qui in avanti, nonostante lo stop imposto dal Covid, Caciocavalloimpiccato cresce, e Saverio, insieme al suo team ha tutto il tempo di mettere a punto l’ultimo suo sogno:
(ultimo finora, ben inteso…) il Caciocavalloimpiccato bistrot
Ma te ne parlerò nel prossimo articolo.
Caro lettore, se sei arrivato fino a qui ti ringrazio. Ti consiglio – se già non lo fai – di seguire i canali social di Caciocavalloimpiccato.
Non sto ad elencarteli. Basta che apri internet e cerchi. Ormai Caciocavalloimpiccato è talmente famoso che lo trovi dappertutto. Ma attento: l’originale è solo quello con il logo giallo.