Sorella Gentilezza e Sorella Gratitudine

“Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.”
Anne Herbert

Oggi faccio come quelli bravi (o almeno più bravi di me), partendo con questa famosissima citazione sulla gentilezza.
Leggevo che è stato fatto pure uno studio che attesta che essere gentili nei confronti degli altri riduce l’ansia. Motivo in più per provarci.

Anche oggi mi faccio aiutare nella mia riflessione sulla gentilezza da un paio di video (sì, due… ma sono davvero brevi e intensi, ne vale la pena!) di Marta Basso.

Io di indole sono una persona pacata e gentile, quasi mai mi arrabbio, e posso attestare, come dice Marta, che essere gentili fa davvero bene a noi stessi.
Certo, non ci si campa, ma se ne guadagna in salute e rapporti interpersonali migliori.

La gentilezza si può applicare nell’ambiente di lavoro? 
Certo! Si può e si deve!

Un esempio su tutti, che cito volentieri, è la definizione che dà di sé stesso un manager mio caro amico, Andrea Pietrini:

“Ci sono tanti modi per essere manager….
Io credo che mettere gentilezza nei modi, cortesia nelle richieste, ma anche condivisione di obiettivi, piuttosto che asettica imposizione di comportamenti, alla lunga produca risultati molto migliori.”

Ho scritto la sua storia sul mio blog, e qui puoi trovare l’articolo scritto da lui su LinkedIn proprio sull’essere “Manager Gentili”.


E la gratitudine? È un altro bell’elemento da non sottovalutare nei rapporti con le altre persone, siano essi colleghi, amici o familiari.

Io ringrazio spesso, qualcuno pensa anche fin troppo; ma io credo che non si ringrazi mai abbastanza.

Se guardo alla cerchia dei miei rapporti “forti” (i miei familiari e gli amici più stretti) e poi a quelli più “deboli” (gli amici che frequento di meno, o quelli che seguo assiduamente ma non ho mai incontrato) ho davvero molto da ringraziare per tutto quello che ogni giorno mi danno.

E quanto fa bene sentirsi ringraziati! È un segno di stima, di attenzione, di affetto.

Chiudo questa mia riflessione proponendoti di ascoltare un secondo breve video di Marta, proprio su questo tema:

Caro lettore, grazie per esserti fermato e aver dedicato qualche minuto ai miei pensieri.
Spero di averti dato qualche spunto su cui riflettere.

Cortesia digitale

Inauguro oggi una serie di post che vogliono essere – nel mio piccolo – riflessioni brevi su temi proposti da una nuova persona che ho da poco iniziato a seguire: Marta Basso.

Ho imparato a conoscerla un po’ come ospite fissa del Live Show di Mario Moroni. Ma c’è molto di più.
E attraverso i video che posta sul suo canale Youtube impareremo insieme a conoscerla meglio.

Oggi vi propongo di ascoltare questo breve pensiero:

Io credo che, come nella vita normale, anche sui social network dobbiamo usare quella che definirei “cortesia digitale”.

In questo mondo che sta diventando sempre più smart, i social network e gli strumenti digitali in genere ci mettono a disposizione piccoli strumenti (i like, le emoticon e altro) che ci permettono di interagire con un contenuto (sia esso un post, una mail o un commento in una discussione).

Io uso questi strumenti, aiutano certamente. Ma da soli – secondo me – non bastano.

Per questo argomento sempre le risposte, proprio nel rispetto di chi legge o ha creato il contenuto.

Basta davvero poco.
Facciamolo questo sforzo.


Ringrazio Marta, che mi permette di usare i suoi video per scriverci delle riflessioni del tutto personali.

Forse un giorno faremo insieme una delle mie interviste, che non saranno “dal Basso”, ma “alla Basso”.

Aspetto i vostri commenti!

Live Show: un progetto, una community… che storia!

È terminato il mese di luglio, e con esso è calato il sipario su un appuntamento che ha tenuto compagnia a molte persone ogni venerdì alle 17.00, da metà maggio 2020.

Di cosa parlo? Del Live Show di Mario Moroni, un progetto (dice lui) nato in beta test, che di settimana in settimana si è arricchito, perfezionato, e mi ha dato modo di conoscere tante belle persone.

Già conoscevo e seguivo Mario Moroni per i suoi contenuti social, ma non avevo mai tempo di seguirlo – se non in differita – ascoltando il suo Caffettino delle 7.30 o altri contenuti.

La collocazione del Live Show al venerdì alle 17.00 è stato senz’altro il motivo principale che mi ha permesso di concedermi questa opportunità, visto che in quell’orario sono piuttosto libera: la mia settimana lavorativa termina il venerdì alle 13.00.

E dico “opportunità” perché era una riflessione che facevo tra me e me qualche tempo fa, in questo periodo di ripresa dopo il lock down: seguo sui social diverse persone, ne conosco davvero poche, e alcuni – come Mario – propongono delle trasmissioni da seguire in diretta dove è immediata l’interazione con gli ospiti o l’intervistato di turno.
Avrei tranquillamente potuto fare altro il venerdì alle 17.00… o scordarmene, fosse stata una cosa di poco interesse. E invece no!
Puntuale ogni venerdì, a parte la prima puntata, le altre le ho seguite tutte.

Il Live Show

Un “progetto” che ha una formula semplice.
Mario, presentatore ed intrattenitore, che intervista 3 ospiti esperti nei settori digital, ma non solo, e qualche rubrica fissa con amici come Alessandro di Stefano e Marta Basso a discutere della notizia della settimana (nel mondo digital – startup) e qualche buona lettura consigliata.

Nel giro di 10 puntate ho conosciuto e ascoltato testimonianze di una trentina di persone…
Ricordo, alla prima puntata, di aver apprezzato il taglio e la professionalità di Mario nel gestire e dosare tempo e contenuti.
E per la mia piccola esperienza di blogger e content creator spesso gli ospiti meno conosciuti sono stati i più apprezzati.

Ma c’è di più…

Già, perché fra una puntata e l’altra sul canale Telegram di Mario è nata una community (MarioMoroni Gruppo) che ad oggi sfiora i 100 membri, più o meno attivi.
E a fine giornata è bello ascoltare ancora un paio di minuti il nostro “condottiero” che, esordendo con un energico “Buonasera guerrieri!” dona a tutti una riflessione, un pensiero e le raccomandazioni del buon padre di famiglia.

Siamo davvero dei guerrieri? Credo di sì.
Tutti insieme siamo un esercito pacifico che ogni giorno conquista conoscenze, competenze e visibilità nel meraviglioso mondo del digitale, e ciascuno porta avanti la propria battaglia nelle piccole e grandi sfide della propria vita quotidiana.

E per l’ultima puntata del Live Show, niente ospiti…
Mario ci ha accolto nella sua dimora, nel suo Mulino… e con Alessandro e Marta, ha lasciato spazio proprio a noi, a quanti della community hanno voluto entrare in diretta e raccontarsi un po’: che bello vedersi, ascoltare le storie tanto diverse e tanto affascinanti di ognuno.

Non so chi ha partecipato… io mi sono sentita a casa.

Il Live Show del 31 luglio 2020

Cosa mi lascia questa esperienza

Come scrivevo qualche giorno fa, il Live Show è uno dei tanti strumenti per fare network e farlo bene. Anche se scrivo dal 2017 mi sento ancora piccola (e non solo di statura) in questo mondo. Ogni occasione è buona per allargare la mia rete di conoscenze. Gli ospiti e la community sono uno strumento utile per questo scopo; e se questo era l’intento di Mario, beh… ha fatto centro!

Grazie Mario, grazie ragazzi
ci rivediamo a settembre!


Credits: L’immagine di copertina l’ho ricavata dalla pagina dei Live Show sul sito mariomoroni.it
insieme allo screenshot della diretta della puntata 11

Connessioni generose… come allargare la rete di conoscenze

Prendo a prestito la definizione delle “connessioni generose” del mio amico Andrea Pietrini per raccontare l’esperienza che sto vivendo in questo ultimo periodo.

Andrea usa questa definizione per chi, come lui, direttamente mette in contatto persone apparentemente lontane ma che possono arricchirsi reciprocamente. È successo in passato e per questo non so ancora come sdebitarmi.

Riflettevo in questi giorni su una cosa simile. È da un po di tempo che le persone che seguo più assiduamente sui social network stanno creando contenuti attraverso live, video interviste dove si possono conoscere persone nuove, diverse, più o meno interessanti.

È bello scoprire che ci sono tanti professionisti di valore che difficilmente riesco a trovare al di fuori della cerchia delle mie conoscenze e frequentazioni. Ed è bello scoprire, anche solo da un’intervista, un pezzettino della loro storia.

Prima di citare qualche nuova scoperta, la seconda riflessione che mi sono posta proprio negli ultimi giorni è quella che riguarda noi e le opportunità.
Mi spiego: se c’è l’opportunità di poter seguire – magari in diretta – l’intervista ad una persona che si preannuncia interessante per la nostra vita, ma non la cogliamo e decidiamo di impiegare quel tempo per fare altro, abbiamo sprecato un’occasione!

Bene, ora vi faccio qualche nome. Magari sono già conosciuti, magari no. Io la stragrande maggioranza di queste persone mica li conoscevo! Grazie alle interviste di Raffaele Gaito e ai Live Show di Mario Moroni ho potuto conoscere, almeno un pochino:
Vincenzo Moretti, sociologo e autore del “Lavoro ben Fatto”:

L’intervista di Raffaele a Vincenzo Moretti


Stefano Gelmetti, manager di Ricoh e blogger. Il suo blog si chiama “lemiepersone”, che è già tutto un programma: https://www.lemiepersone.it/;
ultimo in ordine di tempo Andrea Giuliodori di Efficacemente.

E le quote rosa? Tranquilli, ci sono pure quelle.

Le riassumerei, oggi, sotto un solo nome e un solo scopo: Francesca e la raccolta fondi.

Attraverso le interviste sia di Mario che di Raffaele ho conosciuto e ho partecipato volentieri al progetto di Francesca Cavallo, scrittrice per bambini, che in un racconto che presto diventerà un libro illustrato e stampato racconta ai più piccoli la storia del “Dottor Li e del Virus con la Corona in testa”.

Chiude l’elenco di queste persone una ragazza che ho conosciuto ben prima di Raffaele, Mario e Andrea: Francesca Cerutti, blogger di UnaerredueTi , fundraiser e carissima amica. Grazie a lei ho capito cos’è e come si fa una raccolta fondi.

Ringrazio Raffaele e Mario per le opportunità che danno con le loro interviste. Loro sì che sanno creare connessioni generose!

5×1000: io l’ho dato alla ricerca sanitaria. E tu?

Maggio. Tempo di primavera, di rinascita… e di conti!
Già, bisogna fare i conti con la propria vita, e anche con lo Stato, che ci chiede di presentare il rendiconto di un anno di lavoro e di spese.

Nella mia vita – ne ho già raccontato – ho la fortuna di avere un buon lavoro (con i suoi pregi e i suoi difetti), ed un cervello “bacato” da una forma di epilessia per fortuna non troppo invalidante, ma che mi accompagna ormai da 29 anni.

Da 28 sono seguita, per questa patologia, da medici e ricercatori della Fondazione IRCCS “Casimiro Mondino” di Pavia, l’Istituto Neurologico Nazionale a carattere Scientifico che si occupa di studiare e curare le malattie del sistema nervoso: disturbi del sonno, epilessie, Alzheimer, Parkinson.

Non potendo donare il sangue perchè pieno di sostanze per la cura delle mie crisi, quando posso, partecipo attivamente alla ricerca, offrendo quel poco che ho e che sono, in qualità di paziente cronica e farmaco-resistente.
La ricerca per trovare nuovi farmaci mirati a curare chi è nella mia situazione è lunga e richiede tempo e fondi.
Per questo ogni anno il mio 5×1000 va ai medici e ai ricercatori di questo ospedale, che non si occupano solo di epilessia.

Sul sito dell’Istituto leggo che il 5×1000 è destinato alla ricerca per la cura di oltre 100 malattie neurologiche rare dell’età pediatrica… non proprio epilessia, ma comunque un ambito di studio che richiede importanti risorse economiche.

Covid e sistema nervoso

Documentandomi per la scrittura di questo articolo, mi sono imbattuta in una intervista al prof. Fabio Blandini, direttore scientifico al Mondino, che fa anche parte del Comitato Tecnico di cui tanto abbiamo sentito parlare negli scorsi mesi.
Proprio al Mondino si sta osservando come Covid-19 possa inserirsi nel sistema nervoso e arrivare al cervello, tanto che si inizia a parlare di “neurocovid”…

Caro lettore, ho voluto raccontarti brevemente come utilizzo una semplice risorsa prevista dallo stato al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.
Ognuno di noi ha a cuore una storia, una struttura, una onlus…
Non lasciare in bianco quel riquadro. Dona il tuo 5×1000