La Comunicazione su YouTube

Scrivo questo articolo dopo che alcuni sacerdoti, presenti su Facebook, hanno chiesto l’iscrizione al canale Youtube personale, o della propria parrocchia o oratorio.

I sacerdoti continuano a celebrare le Messe, sia festive che quotidiane; ma lo devono fare “a porte chiuse”, senza l’assemblea.

Se per noi credenti e praticanti questa situazione è una grande perdita, a livello di incontro in comunità e di partecipazione alla celebrazione eucaristica (soprattutto domenicale), molti si sono attrezzati per trasmettere sui social network le Messe, registrandole principalmente con apparecchi mobili: tablet e smartphone. I più attrezzati anche via radio e televisione.

Non è di certo come essere presenti alla celebrazione, ma comunque è un’opportunità per non far mancare ai fedeli l’appuntamento con il Signore.

Ma… ma c’è un però: non tutti, anche fra i frequentatori dei social network usano Facebook o altre piattaforme. Il canale più idoneo sarebbe senz’altro Youtube.

Tuttavia, per trasmettere in diretta streaming, con gli apparati mobili che ho citato qualche riga sopra, ogni canale deve avere almeno 1000 iscritti.

Spero che chi mi legge si faccia portatore di questo importante messaggio: spargete la voce, prima nelle vostre comunità e poi agli amici vicini e lontani.

Aiutiamo i nostri sacerdoti.

Loro ve ne saranno riconoscenti… Non costa nulla, basta un click!

Nel tempo dell’assenza, riscopriamo l’Essenza

Quest’oggi parole non mie, ma di un sacerdote, che giorno per giorno si interroga su questo periodo particolare, dove tutto si è fermato. Forse le sue parole possono essere un ottimo Pit-Stop, per ricaricarci spiritualmente e riflettere su come ognuno di noi sta affrontando questi giorni difficili.


Viviamo il tempo dell’assenza.
Cose, azioni e persone ci vengono impedite e ci mancano.

Siamo afflitti e preoccupati.
Possiamo non perdere la calma e attendere che si calmino le acque, possiamo anche entrare in questo tempo cogliendone la sua specificità non casuale.

Nel tempo dell’assenza riscopriamo l’Essenza.

Significa chiedersi cosa sia essenziale nella vita;
di tutte le cose, pensieri, relazioni e incontri che riempiono la mente e la vita, che cosa oggi, nella loro assenza, mi sembra davvero essenziale.
Di tutto ciò che mi manca che cosa è per me irrinunciabile.

Nel tempo dell’essenza scoprire la sostanza.
Se l’essenziale è ciò che è insostituibile, il tempo dell’assenza ci fa riscoprire la precarietà,
e proprio ciò che è essenziale ci appare fragile e ci spinge verso ciò che crediamo sostanziale,
verso ciò che c’è sempre e che permette ad ogni cosa il miracolo dell’esistenza.

Il tempo in cui la materia si mostra in tutta la sua piccolezza,
lo Spirito ci fa sentire il suo alito di speranza e di sapienza.
La sostanza delle cose, delle persone e degli affetti, noi la chiamiamo Spirito, la pronunciamo Dio.

L’essenziale reclama ciò che è sostanziale.

Ritorneremo a fare tutto ciò che ora ci è tolto, e scorderemo di nuovo l’essenziale, indaffarati nelle cose che ora ci mancano, ma questo è il tempo per appuntarsi nel taccuino della mente, che cosa sia davvero irrinunciabile nella nostra vita.

Di certo, ritorneremo a dire a Dio che non abbiamo tempo, che non c’è bisogno di andare in Chiesa, che è colpa sua se permette cose così, ma la verità la possiamo cogliere proprio nel tempo dell’assenza.
Senza sostanza siamo fregati per sempre!

Il tempo dell’assenza è il tempo dei poveri in spirito.
Beati noi se sapremo riconoscerlo!

don Federico Tartaglia, parroco di Selvacandida (Roma)
(Facebook, 11 marzo 2020)

La solidarietà contagiosa

Mentre la campagna di raccolta fondi per rafforzare la terapia intensiva del San Raffaele di Milano, attivata dai Ferragnez si avvia verso i 4 milioni di euro in soli 3 giorni, sulla stessa piattaforma di raccolta donazioni si moltiplicano le raccolte per i vari ospedali italiani.

Il dott. Stefano Cusinato, direttore del Dipartimento di Accettazione ed Emergenza dell’ospedale di Borgomanero ne ha attivata una proprio per raccogliere fondi per il nostro ospedale.

Io ci ho lavorato, nel 2000, come ausiliaria, nei reparti di chirurgia prima e rianimazione poi. In un solo caso durante quei mesi nel reparto di rianimazione ci è capitato un paziente infettivo, da epatite.

Ricordo benissimo il fastidio della mascherina, quella più semplice, verde. Uno strumento protettivo che però toglie il fiato!

Ricordando quel periodo, e tutto il personale con cui allora ho lavorato, porto sulle pagine del mio piccolissimo blog idealmente tutte quelle che oggi ci lavorano, e volentieri mi faccio promotrice di questa raccolta fondi.

Mentre scrivo le donazioni sono già aumentate.

Quest’oggi il Sindaco di Borgomanero, di ritorno da un incontro con il Prefetto e con l’ASL, ha comunicato ai cittadini che nel nostro ospedale ci sono dei ricoverati contagiati, alcuni dirottati da noi da altri centri più grandi.

Il Governo ieri ha chiuso quasi tutto. E l’invito da più parti è sempre il medesimo: stare a casa.

L’unica cosa che non riusciranno a chiudere è il cuore degli italiani, il loro spirito di solidarietà.

Non serve uscire di casa per aiutare il nostro ospedale. Basta andare sulla pagina della campagna di raccolta fondi:

https://www.gofundme.com/f/emergenza-covid19-aiutiamo-ospedale-di-borgomanero


Da lì potrete leggere le parole di ringraziamento del dott. Cusinato.

Non siamo i Ferragnez, ma possiamo contribuire. Io l’ho fatto. Fallo anche tu.

La fede ai tempi del Corona Virus

Mai come in questi giorni difficili, dove lo Stato impone severe restrizioni anche per le celebrazioni religiose,
è semplice notare come molti sacerdoti abbiano preso a cuore di non far mancare ai fedeli la partecipazione alle Messe celebrate “a porte chiuse”, a causa dei divieti di assembramenti.

I sacerdoti – a partire dal Papa e dai Vescovi, fino ai parroci – più o meno pratici degli strumenti digitali, stanno letteralmente popolando i social (Facebook e Youtube) con le registrazioni in streaming delle Messe quotidiane e festive.

Sarà che siamo in Quaresima, ma la premura di non far mancare ai fedeli un momento di raccoglimento in preghiera personale con il proprio parroco di riferimento è un fenomeno nuovo e bello, che valica i confini della parrocchia.

Tutti possono vederle, ma la particolarità che accompagna questo tipo di contenuti digitali è anche un altro.
La fede cristiana ci accomuna in tutta Italia e in tutto il mondo.
Eccezion fatta per le parrocchie milanesi che seguono il calendario ambrosiano, quello che si celebra oggi a Torino, Firenze, Loreto, Roma, Napoli è la stessa identica celebrazione.
Soprattutto la “mensa della Parola” sono le stesse letture, lo stesso Vangelo.
Cambiano i celebranti, che danno, ognuno secondo il proprio carisma, una interpretazione diversa di ciò che viene letto.

È bello poter ascoltare – se ne si ha il tempo – meditazioni differenti di sacerdoti lontani da noi.

E forse, in questo modo, molti più fedeli hanno la possibilità di ascoltare una Messa. Ce ne sono davvero a tutte le ore, dal mattino presto alla sera.

https://www.facebook.com/vaticannews.it/
Qui ogni mattina alle 7.00 si può seguire la diretta della Messa di Papa Francesco a Santa Marta

Ma sono davvero numerose le pagine di parroci o parrocchie che offrono il servizio di trasmissione delle Messe.

Tutto il territorio italiano è diventato “zona arancione”, soggetto a restrizioni di movimento che non bloccano del tutto le attività; solo in alcune zone di Lombardia e Veneto ci sono le zone davvero “rosse” dove interi paesi sono stati isolati.

Lì le chiese proprio non si possono aprire.

E allora il buonsenso prende il posto del divieto. Un esempio virtuoso di accordo tra “stato” e “chiesa” è quello della parrocchia di Moniga del Garda, dove è parroco il famoso Gioba, don Giovanni Berti, il parroco vignettista. Là le restrizioni sono più forti, ma il Sindaco, da un paio di settimane, ha offerto a don Giovanni, e all’intera comunità, di poter celebrare ed assistere alla Messa dalla sala del Consiglio Comunale, già attrezzata per le dirette streaming.


C’è un immenso patrimonio di fede che si sta diffondendo sui Social attraverso i sacerdoti.

È un bene prezioso che spero continui a diffondersi e contagi i nostri cuori nel verso giusto.
Ci sono stati tolti i momenti di preghiera comunitaria in questa Quaresima; ma di certo non mancano le occasioni di poter assistere, seppur attraverso uno schermo, alle messe quotidiane della nostra e di altre parrocchie.

Vivi all’infinito

Lavatevi le mani
ma andate scalzi
e baciate la terra ferita.

Starnutite pure nel gomito
ma asciugate le lacrime di chi piange.

Non viaggiate a vanvera
ora è tempo di stare fermi
nel mondo
per muoversi in noi stessi
dentro gli spazi sottili
del sacro e l’umano.

Indossate pure le mascherine
ma fatene la cattedrale del vostro respiro,
del respiro del cosmo.

Il telegiornale
finalmente parla di noi
e del più grande miracolo
mai capitato:
siamo vivi
e non ci rallegra morire.

Per ogni nuovo contagio
accarezza un cane
pianta un fiore
raccogli una cicca da terra,
chiama un amico che ti manca
narra una fiaba a un bambino.

Ora che tutti contano i morti
tu conta i vivi,
e vivi per contare,
concedi solo l’ultimo istante
alla morte
ma fino ad allora
vivi all’infinito,
consacrati all’eterno.