Le parole del quotidiano – Comunicazione e social network

“Io non posso insegnare niente a nessuno, posso solo farli pensare”.

Confucio

Questa citazione di Confucio credo che ben si addica al lavoro svolto in queste settimane con la mia collega Lorella.

Da una sua idea è nato un mini-corso di due pomeriggi per l’Università della Terza Età sul tema della comunicazione e dei social network.

Voglio condividere con te, che mi stai leggendo, questa esperienza nuova, per lasciare qualche riflessione, ora che il corso è (temporaneamente) sospeso.


Lavorare in team

Sembra una cosa banale e scontata, ma non lo è affatto! Lavorare insieme a questo progetto ci ha permesso innanzitutto di conoscerci un po’ meglio, al di fuori dell’ambiente lavorativo.
Ho scoperto una persona curiosa, con la passione per “trasmettere” un sapere che in qualche modo andava costruito e strutturato.
Così anche io mi sono trovata a dover approfondire un po’ di più la conoscenza degli strumenti che uso ogni giorno, senza sapere poi quale grado di preparazione avremmo trovato fra gli studenti del corso.
Ne è uscito un bel lavoro, che meriterebbe di essere approfondito e ampliato.

L’approfondimento

Per preparare gli incontri abbiamo dovuto cercare, ognuna per le proprie competenze (comunicazione e social media) di scavare – o meglio – “scovare” le fonti da cui trovare le informazioni corrette da comunicare.
Giusto qualche settimana fa sono usciti i dati ufficiali sull’utilizzo degli strumenti digitali, che ho lasciato nella mia presentazione.

Il confronto con una generazione diversa

È stato bello vedere quanto sia diffuso anche fra le persone più avanti d’età l’uso dello smartphone e dei social network.
Qualche refrattario c’è, ma questo succede anche anche fra i più giovani.

Eppure l’aspetto che mi ha colpito di più è la voglia di queste persone di mettersi all’ascolto e imparare cose forse note, o forse nuove e aprirsi al confronto con i mille dubbi e la “paura” degli strumenti digitali, ma anche la voglia di capirne un po’ di più sulle piccole cose che ogni giorno, usando questo o quel Social Network, si possono usare ma non si capisce qual è l’utilità.
Insieme abbiamo scoperto che in Italia ci sono più smartphone che abitanti, che Internet può essere un rischio ma anche un’opportunità.

Un’esperienza per ora interrotta ma non conclusa

La notizia di attualità di questo fine febbraio (le precauzioni regionali che impongono per questa settimana finale di febbraio di cessare ogni attività che comporti il raduno delle persone in luoghi pubblici) ha sospeso il secondo incontro che si sarebbe dovuto tenere questo pomeriggio, 25 febbraio 2019.
Tuttavia riprenderemo più avanti questo mini-corso su “Comunicazione e Social Network” insieme al gruppo di una ventina di persone anagraficamente avanti d’età, ma giovani nello spirito.
Guardiamo all’aspetto positivo: avrò più tempo per raccogliere altre informazioni e tornare con più materiale dagli “studenti” di questo corso, che di sicuro è stato per me un’esperienza impegnativa e di crescita.

Conosco una donna

Conosco una donna… speciale, forte, determinata e allo stesso tempo fragile.

La vita le ha donato una famiglia felice e un buon lavoro… Ma anche preoccupazioni, sfide difficili da affrontare come la malattia… peggiore della mia!

Sa scendere nel silenzioso mondo subacqueo, ha il dono di trasmettere tranquillità alle persone ansiose come me, e sa emozionare con la sua voce limpida e acuta.

Le voglio tanto bene, anche se non ce lo diciamo mai… E oggi è il suo compleanno.

Ti faccio posto nel mio blog. Magari un giorno racconteremo insieme la tua storia.

Ciao Gabri, sorella tanto cara. Se c’è bisogno ci sei, come ci sono Maura e Marco, ognuno con i propri problemi e acciacchi.

Spero che questo San Valentino sia una giornata tranquilla e piena di messaggi di stima.

Ti vogliamo bene in tanti…

Epilessia… è anche una questione di Geni

Questo è lo slogan scelto quest’anno dalla Lega Italiana Contro le Epilessie (Lice), che ha messo su una maglietta i ritratti di alcuni personaggi storici famosi che avevano questa malattia.

Il 10 febbraio sarà la Giornata Mondiale dell’Epilessia, e anch’io la celebrerò.

Anche se è appurato che in molti casi esiste “familiarità” e quindi la malattia può trasmettersi fra familiari, questo non è il mio caso.

E poi la malattia si presenta in tantissime forme, come altrettante sono le risposte alle terapie.

Alcuni guariscono, altri no. Come me. Ci chiamano “farmaco – resistenti”.

Con l’epilessia si vive? certo;
anzi, nei casi come il mio ci si “con-vive”. Perché è una malattia che ti accompagna ogni giorno. Magari senza farsi sentire, ma a volte con quelle che i medici chiamano “crisi”.
Le mie per fortuna sono parziali e circoscritte; nessuno se ne accorge se non io.

Ironicamente mi definisco “cervello bacato”, perché il mio è un cervello malato da ormai 29 anni, che mi permette, nonostante tutto, di svolgere una vita normale.

Ma in questa giornata voglio ricordare i tanti medici e ricercatori che ogni giorno lavorano per studiare questa malattia ancora in parte sconosciuta e cercano di trovare soluzioni che possano aiutare noi malati a vivere meglio.

Da persona malata, non posso donare il mio sangue (come fece mio padre) in aiuto a bambini o pazienti che necessitano di trasfusioni; ma posso donarlo – e lo faccio più che volentieri – quando serve per la ricerca.

Giusto due anni fa, nel 2018, una giovane ricercatrice stava raccogliendo nel centro dove sono in cura questo “materiale prezioso” (il sangue pieno di farmaci anti-epilettici) per confrontarlo con il sangue di persone sane e trovare possibili nuove soluzioni mirate proprio per noi farmaco-resistenti. Lo studio si chiamava “Mirnalepsy”.

Mi piacerebbe tanto sapere se il mio contributo ha portato a qualche risultato utile.

#liberiamolaricerca: supportiamo davvero tutti insieme questi specialisti, che – tanto quanto noi – sono persone “pazienti”.

Ci vuole “pazienza” e “costanza” per poter raggiungere nuovi risultati.

Ringrazio di cuore i neurologi della Fondazione Istituto Neurologico “C. Mondino” di Pavia, per la loro professionalità, competenza e umanità.

A loro, a tutti i neurologi e a tutti gli ammalati auguro una buona Giornata Mondiale dell’Epilessia!


E se avete voglia di conoscere meglio la mia storia con questa malattia, vi lascio il link all’articolo che scrissi nel settembre 2018:

Chi sono? Un meraviglioso “cervello bacato”

Moroni Mario… il Caffettino al contrario

Eccomi di nuovo qua, con una nuova intervista dal basso. Questa volta però, pure al contrario.

Ho fatto alcune domande a una persona che seguo da poco, ma abbiamo in comune diverse cose nelle nostre vite.
Così, come faccio sempre, ho bussato alla porta “virtuale” della sua mail chiedendo la disponibilità a raccontarsi un po’, per me e per te, che ora mi stai leggendo.

Di chi sto parlando? Mario Moroni, un giovane che lavora nel mondo digitale.

Avrei potuto scrivere un’intervista “classica”, con le domande nell’ordine che avevo scelto, e invece le risposte che ho ricevuto mi hanno fatto venire in mente un modo diverso di raccontare la storia di un giovane di successo che ogni giorno crea contenuti per la comunicazione digitale.

Sei pronto? Allora partiamo.


La domanda di rito che chiude ogni mia intervista dal basso è sempre la solita. L’ho fatta anche a Mario.

Come ti definiresti oggi?

Felice!
Vivo in un mulino ad acqua poco fuori Milano, la città che amo di più nel nostro paese. Ho tempo per fare attività sportiva e per studiare.
Ogni giorno scopro cose che non so fare e cerco il più possibile di migliorare scegliendo cosa fare del mio tempo.

Bellissimo! Mario ci sta davvero bene nel mio blog, che vuole raccontare storie belle.
Questa risposta, per certi versi, è sorprendente… pensaci: quante volte ti capita di sentire persone che sono felici? Quasi sempre ci si lamenta, e invece Mario parte con il piede giusto. Ancora non lo conosco bene, ma credo che sia un ottimista.

Ed ecco ora uno degli aspetti che accomuna, seppur in forme diverse, le nostre vite: anche Mario soffre di epilessia.

Grazie a te ho scoperto Lice. Quanto ti condiziona l’epilessia? Ci convivi bene?

Da diversi anni sono ambasciatore della Lega Italiana Contro l’Epilessia e cerco di coinvolgere, grazie alla mia visibilità, più persone possibili.
La conoscenza delle malattie neurologiche, in particolare l’epilessia, in Italia è ancora all’inizio, ma ogni anno organizziamo eventi e comunicazioni per sensibilizzare le persone. Come avviene in moltissimi casi, compreso il mio, l’epilessia può essere seguita.
Chiaramente cerco di non strafare, senza privazione di sonno, e di continuare la mia terapia.
Ci convivo bene e cerco di sfruttare tutte le occasioni per parlarne e se posso aiutare.

Anche io sono convinta che sia necessario parlarne, per abbattere i muri dell’ignoranza che creano solo inutili pregiudizi… Mica per niente mi sono raccontata qualche tempo fa, definendomi scherzosamente “cervello bacato”. Se è vero che l’epilessia è cosa seria, è altrettanto vero che non bisogna prendersi troppo sul serio, credi?

Vorrei entrare ora nel tuo mondo digitale. Sono una persona curiosa a cui piace scrivere e usare gli strumenti digitali per passione personale. Mi dai un motivo per seguirti?

Se hai letto (o ascoltato su Audible) il mio ultimo libro “Startup di Merda” sai che mi piace provocare e cercare di smitizzare gli inglesismi e falsi miti del nostro mondo.
Se ancora non l’hai fatto, corri ad ascoltare il #caffettino 🙂

Ecco, giusto quello… ogni tanto vedo passare sui social il tuo “Caffettino”: cos’è?

È il mio podcast. Ogni giorno alle 7:30 parlo delle novità del mondo digitale, impresa e marketing.
Da più di 2 anni è un momento di relax e comunicazione che conduco con un linguaggio informale “come davanti alla macchinetta del caffè” 🙂
È il momento più bello della giornata perché ricevo feedback, commenti e suggerimenti ogni giorno che fanno del mio progetto una vera e propria community di persone interessate a vedere il mondo del business in maniera critica.

Ma parliamo un po del tuo lavoro: il tuo volto passa ogni tanto fra i contenuti delle persone che seguo. Di cosa ti occupi principalmente?

Sono un imprenditore digitale e creatore contenuti.
Da 20 anni lavoro e vivo il mondo digitale sempre in eterno cambiamento. Ho realizzato la mia prima startup nel 1999 e dopo una carriera tra agenzie, aziende e startup oggi mi sto concentrando sul mio brand personale e delle consulenze dedicate al content marketing e all’intrattenimento digitale.
Alcuni esempi: ho condotto “il Mese del Marketing” di Marco Montemagno, un mese intero di 100 interviste ai migliori marketing manager italiani, oppure Lucca Comics & Games, sono il volto ufficiale di Lucca su Twitch e ogni anno conduco una live di 5 ore ogni giorno per tutto il festival.

Grazie Mario per questa intervista. Cercherò di infilare il tuo #Caffettino da qualche parte, nella mia giornata!

E a te, caro lettore, se sei arrivato fin qui, lascio due cose:

il sito di Mario Moroni se voui saperne di più
e l’augurio di essere come Mario:

sii felice! 

7 regole d’oro per creare una rete di conoscenze

Ho trovato fra i post del mio amico Andrea Pietrini un riassunto in sette punti su come generare un network di persone, che vale nella vita reale quanto sui social network.

Come una piccola goccia gettata in uno specchio d’acqua genera un riverbero concentrico sempre più ampio, così potrei paragonare ciò che succede quando le persone mettono in contatto altre persone creando, appunto, una rete sempre più ampia di conoscenze. In una parola: il #networking.

Ecco quel che scrive Andrea per praticare bene questa attività:

Fai networking con l’obiettivo di aiutare gli altri. La regola fondamentale è la generosità.

Fai networking soprattutto quando non ti serve: è la seconda regola fondamentale… quasi come la prima…

Sii sincero nell’approccio: per fare networking devono piacerti sinceramente gli altri

Ascolta sempre tutti, non fare selezione preconcetta: l’opportunità non sai mai dove si può nascondere…

…però cerca di frequentare persone migliori di te e, come dicono a Napoli, «fance’e spese»: se puoi paga sempre tu il pranzo

Non fare networking aspettandoti risultati immediati: il networking è un processo di lungo periodo


Anche tu la pensi così?