#Energia – #Rappresentazione – #Famiglia

la mia famiglia
io e la mia famiglia

La sfida … è far incontrare l’energia che sta nel mondo con l’energia e il calore che sta dentro di noi.
Le parole si forgiano nel momento in cui si ha la possibilità non solo di scriverle ma anche di rappresentarle coi fatti.

(Jepis)

Credo che in questo pensiero ci stia il cuore che entrambi avevate in mente quando discutevate intorno alle vostre Parole.

Io l’ho appuntata per un duplice motivo: prima l’incontro delle energie. Ognuno di noi ha la propria e crea storie e racconti attorno alla stessa parola grazie all’energia che porta nel cuore e nella mente. E ognuno ha un modo tutto suo di raccontare, pure chi non lo fa.

E il secondo motivo è quello che Jepis definisce come forgiatura delle parole, che a me ha fatto subito venire alla mente l’estro artistico che da sempre c’è nella mia famiglia, e in particolar modo nelle varie forme di espressione di mio cognato.
Fedele al mantenimento della memoria, usa linguaggio poetico e scrive canzoni e veri e propri spettacoli che forgiano le parole che vengono rappresentate coi fatti. Ne sono esempi l’ultimo spettacolo “Io (non) ricordo”, storie partigiane dei nostri luoghi che partono dalla storia di una persona che ho avuto il piacere di conoscere, e andando indietro nel tempo tante altre realizzazioni tra storia e leggenda.

Del tutto personale è invece la passione mia per la scrittura e il rielaborare modi di dire della lingua italiana per raccontare le storie belle delle persone che incrociano il mio cammino. Mi piace pensare che la mia vita è come un puzzle che non ha tessere con i margini dritti; quando incontro storie di persone belle si aggiunge una tessera nuova, che si incastra nel mio percorso di vita.

Epilessia compagna di vita

In occasione della giornata mondiale dell’epilessia, torno a parlare di questa malattia che mi accompagna da 30 anni.

Ho scoperto troppo tardi che Lice, la Lega Italiana Contro le Epilessie, aveva organizzato per questa giornata un concorso dedicato a chi, come me, soffre di questa malattia, così l’ho mancato.

Lo hanno chiamato Epifactor, e sulla pagina con tutte le informazioni viene introdotto così:

“Le persone con epilessia possiedono spesso una spiccata sensibilità che li porta ad esprimere i loro sentimenti mediante la musica, la danza, la pittura, la poesia, come molte altre persone e anche meglio.”

È vero! Nel nostro piccolo siamo creativi, e molto spesso la gente non ci riconosce, perché siamo persone normali, solo con questo difetto in più che in molti casi neanche si nota.

Io, ad esempio, sono farmaco resistente, devo prendere le medicine tutti i giorni, ma vivo una vita assolutamente normale, e le crisi – che pur ci sono – mi permettono di lavorare e guidare.
E a chi non mi conosce, se non lo racconto, la malattia sembra non esistere. Eppure c’è… eccome!

Meno male che la mia forma permette che me ne accorga solo io, e in qualche raro caso, solo chi ha imparato ad osservarmi.

Credetemi, seppure sia una forma lieve, è un fardello che a volte vorresti non avere; per comunicare meglio, per avere più attenzione.
Forse anche per questo amo scrivere più che parlare. 

La mia epilessia, compagna di vita, bisogna controllarla con i farmaci. Ho fiducia nei medici e, quando posso, sono ben felice di dare il mio contributo alla ricerca per trovare nuove soluzioni, perché davvero si possa trovare una cura per tutte le epilessie, proprio come recita lo slogan della giornata mondiale di questo anno.

Da questo mio blog auguro buon lavoro ai tanti medici e scienziati impegnati in prima linea nello studio di questa malattia, e se qualcuno dei miei compagni di sventura nella malattia volesse raccontare la sua storia, offro questo piccolo spazio perchè insieme si possa condividere un pezzo di vita che ci accomuna.

Buona GME 2021!

#Muro – #Lavagna

Lavagna
La lavagna in Jepis Bottega

Quando scriviamo sul muro fissiamo, mentre quando scriviamo sulla lavagna creiamo.
(Vincenzo)

Questa frase di Vincenzo mi fa venire in mente una piccola storiella sui valori dell’amicizia:

Una storia racconta di due amici che camminavano nel deserto.
In un momento del viaggio i due cominciarono a discutere, ed un amico diede uno schiaffo all’altro…
questi addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia:
il mio migliore amico oggi mi ha dato uno schiaffo.

Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi, dove decisero di fare un bagno.
L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di affogare, ma il suo amico lo salvò.
Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra:
il mio migliore amico oggi mi ha salvato la vita.

L’amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò:
“quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai su una pietra. perché? “
L’altro amico rispose:
“quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo.
Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo.”

Impara a scrivere le tue ferite nella sabbia e ad incidere nella pietra le tue gioie.


Così vedo il muro e la lavagna. 
Sul muro metto le cose belle, quelle che rimangono;
sulla lavagna le cose temporanee, che possono svanire oppure modificarsi e magari solidificarsi col tempo.

#Parole

1 febbraio 2021 – #Parole

“Lascia dormire il futuro come merita.. Se lo svegli prima del tempo otterrai un presente assonnato”
(F. Kafka)

Questa è una citazione che sta nella foto della lavagna, non è opera del vostro dialogo. Si trova subito, prima di incominciare il viaggio dentro le vostre Parole Forgiate. Mi sono fermata subito. A leggerla e rileggerla. Ci avrò messo 5 minuti buoni di orologio (un tempo piuttosto lungo) per riflettere e trovare in quello che faccio il senso a quella citazione.
Non avere fretta di fare le cose, o bilanciare il tempo per lo stupore e l’entusiasmo, e quello per l’effettiva produzione di un “contenuto”, di qualsiasi forma, può essere salutare.
Ed è un insegnamento che posso applicare anche al mio carattere: in tutte le cose gioco d’anticipo, non arrivo mai tardi a un appuntamento, sono la prima a proporre (e mai imporre) idee, con il rischio di perdere l’occasione di realizzare le cose con più armonia, condivisione e anche meno stress.

Ora che ho finito il libro e mi sto mettendo a fare questo lavoro di rilettura e riflessione, credo che Kafka mi abbia dato una grande mano per affiancare due belle persone con i modi e i tempi giusti. Se con Vincenzo già c’è un rapporto che dura da giugno 2020, con Jepis la conoscenza si sta costruendo pian piano.

Parole Forgiate

“chiacchiere di bottega tra fare e pensare”

Così recita il testo del sottotitolo di questo bel libro, scritto a quattro mani da Vincenzo Moretti e Giuseppe Rivello, quello che a Caselle in Pittari, nel Cilento, ha aperto la Jepis Bottega.

Mi sono idealmente “fermata sulla porta” della bottega di Jepis, e – leggendo il libro – ho trovato qualcosa di me nelle parole scritte su quelle pagine.
Così mi son detta: “perché non farne un lavoro di approfondimento, a partire proprio da Vincenzo e Jepis?”

E allora eccomi qui. Ne è uscito un lungo testo, che racconta molto di me e della mia vita.

Se volete seguirmi, ogni settimana pubblicherò un aggiornamento.

Intanto, se volete saperne di più, il libro è accompagnato da un sito: paroleforgiate.it, che raccoglie molte più cose di quelle contenute nel testo scritto.


1 febbraio 2021 – #Parole

“Lascia dormire il futuro come merita.. Se lo svegli prima del tempo otterrai un presente assonnato”
(F. Kafka)

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7 febbraio – #Muro – #Lavagna

Quando scriviamo sul muro fissiamo, mentre quando scriviamo sulla lavagna creiamo.
(Vincenzo)

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9 febbraio – #Energia – #Rappresentazione – #Famiglia

La sfida … è far incontrare l’energia che sta nel mondo con l’energia e il calore che sta dentro di noi.
Le parole si forgiano nel momento in cui si ha la possibilità non solo di scriverle ma anche di rappresentarle coi fatti.

(Jepis)

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13 febbraio – #Generazioni

Avere relazioni con persone più grandi o più piccole di noi arricchisce l’esistenza.
(Jepis)

Se mi ci metto pure io con voi, facciamo tre generazioni diverse, io sto nel mezzo.
Per persone come noi credo che questa espressione non abbia nemmeno bisogno di un commento.
Ogni persona di ogni età può insegnarmi qualcosa. Sta poi a me prendere, immagazzinare e rielaborare.


14 febbraio – #Profondità – #Valori – #Cuore

C’è condivisione di valore nel momento in cui c’è profondità che produce valore.
(Jepis)

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19 febbraio – #innesto – #famiglia

Innesto secondo Vincenzo e Giuseppe, dal podcast

l’innesto per me


27 febbraio – #artigiano

“Quanto più l’artigiano, grazie a quello che fa, riesce a creare valore per le persone, tanto più sta crescendo… non sta facendo carriera, sta crescendo, sta incrementando il valore delle sue relazioni con la bottega, la comunità, il mondo.”
(Jepis)

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9 marzo – #lavorobenfatto #contenuti

“Il lavoro ben fatto produce un altro risultato importante: se lavori bene, quello che fai lavora per te pure mentre dormi… se creo contenuti di qualità, quei contenuti lavorano per me anche mentre dormo”
(Jepis)

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13 marzo – #comunità

Per fare comunità bisogna condividere spazi, luoghi, tempo e risorse….  La comunità è il luogo da cui esci ogni giorno per andare nel mondo e dove rientri ogni sera per andare a riposare, per recuperare le forze.
(Jepis)

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21 marzo – #maestro e #allievo

L’aggiornamento di oggi riguarda più frasi di un intero capitolo del libro, quello che ruota intorno alle figure del Maestro e dell’Allievo.

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7 aprile – #teoria e #pratica

Anche questo aggiornamento riguarda alcune frasi del capitolo “Teoria e pratica”… prosegui la lettura