Torno, in questo articolo, e in occasione della Notte del Lavoro Narrato, a parlare con il mio amico Saverio Mancino dei suoi progetti.
Dove eravamo rimasti? Più o meno qui:
“Saverio è lucano di origine, ma è un lucano vero e autentico, dalla testa ai piedi, nel cuore e nel cervello.
Insomma, per dirla con le parole di un altro mio caro amico è uno che quando fa le cose ci mette testa, mani e cuore.”
Mi piacerebbe approfondire in questo articolo la relazione che c’è fra il suo Caciocavallo Impiccato e questi tre elementi.
Da pochi giorni si è conclusa la campagna di crowdfunding per trovare fondi per la realizzazione del Caciocavallo Impiccato Bistrot.
Da amica e attenta osservatrice ho scoperto molte cose, che per tanti anni sono rimaste nascoste ai non addetti ai lavori.
Cuore
Vorrei iniziare con le impressioni a caldo dei risultati sicuramente positivi di questa campagna di crowdfunding. Cosa c’è oggi nel cuore di Saverio?
S. L’amore per la mia terra certamente, ma anche la cultura che mi hanno trasmesso i miei genitori e i genitori dei miei genitori per il cibo e le risorse della nostra bella Lucania.
Mani
Forse la cosa più semplice, immediata e visibile: senza le mani non si potrebbero realizzare le bruschette gourmet di Caciocavallo Impiccato. Ci vogliono quelle per realizzare il prodotto. E di mani ce ne sono davvero tante oggi in giro per il mondo…
S. le mie mani mi hanno aiutato a fare tante cose. Da piccolo ho ricevuto tanti giocattoli ma quelli più importanti erano gli strumenti musicali “giocattolo” con i quali ho iniziato a prendere confidenza con la mia amata musica. Contemporaneamente ho smontato e rimontato tutto quello che era in mio possesso (a volte anche gli oggetti di mio fratello… ahahah) per capire come erano stati realizzati e approfondire i dettagli. Da lì la voglia di prototipare qualcosa di mio e l’unica possibilità che avevo per farlo era grazie al das (tipo creta) e pezzi di compensato che mi regalava il falegname e che io modellavo con il seghetto traforo. Realizzavo le prime casette per le mie macchinine di ferro e poi man mano costruivo altre per comporre l’area di servizio in miniatura e giocarci.
Ma la strada era segnata, a 11 anni prendo sul serio l’attrazione per la musica e mi iscrivo a un corso per suonare il sax nella banda del mio paesino, da lì in poi non mi sono più fermato, iscritto al conservatorio mi sono diplomato nel 1991. Le mie mani mi hanno poi fatto vincere un concorso a Roma come orchestrale. Vivendo dunque a Roma e avendo nostalgia della mia lucania… il resto è storia… 🙂
Eh, già. So che letteralmente “hai fatto fagotto” (lo strumento che poi hai suonato), ma usi egregiamente le mani anche per preparare la pasta fatta in casa
Testa
La campagna di crowdfunding è stata impostata molto bene. Subito ho notato quanto è importante insieme alla tua meticolosa ricerca dei prodotti tipici lucani anche l’analisi di mercato. E poi un giorno hai postato una serie di slide sul concept dell’inconfondibile logo di Caciocavallo Impiccato. Se non è metterci tanta, tanta testa… Dietro a quello che vedo sui canali social c’è un grande lavoro strategico, o sbaglio?
S. Ho imparato molto dal mio network di professionisti che ha sempre seguito le mie idee e aiutato a svilupparle in progetto e poi testare sul mercato. Tanti errori e fallimenti ovviamente ma la testa se la “gestisci” bene ti aiuta a realizzare tutto in modo dinamico e professionale.
Grazie Saverio per esserti raccontato. C’è qualcosa che vorresti aggiungere?
S. Vorrei ANCORA RINGRAZIARE tutti coloro che hanno creduto e stanno credendo nella mia visione di rendere un concept food così tradizionale in chiave moderna!
Grazie ancora Silva che continui a seguire i miei progetti, ne sono davvero onorato.
Vedi, caro lettore… ero partita per parlare ancora una volta di Caciocavallo Impiccato e mi sono ritrovata invece un’altra storia: quella di un piccolo e poi di un giovane Saverio che ha costruito con le sue mani quello che è oggi.
Caciocavallo Impiccato è la prova (egregiamente riuscita) che la tradizione si può sposare con l’innovazione.
Andrò a trovare Saverio nel suo Caciocavallo Impiccato Bistrot;
per rimanere nel solco del suo racconto posso senz’altro dire che
“Caciocavallo Impiccato è musica per il palato”
ma anche che
“Le ricette lucane sono una sinfonia di sapori” per chi le sa apprezzare.
Bravo Saverio!