Inizio questo articolo ancora su Ero un bullo, partendo da un post che Andrea Franzoso ha pubblicato su Facebook qualche giorno fa:
“Ricordo come fosse ieri l’incontro con una ragazzina cieca nella scuola media di Pescate (Lecco).
Era il 25 marzo 2019, giorno del mio compleanno. In quella piccola scuola affacciata sul Lago di Como mi avevano fatto trovare persino la torta. Gli alunni avevano letto #disobbediente.
Al momento del firmacopie, si avvicina la ragazzina cieca accompagnata per mano dalla sua prof: “Vorrei vederti. Posso accarezzarti?” E così passa delicatamente le sue mani sul mio volto e sui capelli, e abbozza un sorriso dolcissimo.
“Adesso vorrei chiederti un altro favore: il tuo libro me l’ha letto la prof, ma io vorrei tanto poterlo leggere da sola. Perché non dici al tuo editore di fare un audiolibro?” Detto, fatto. Chiesi a lei di registrare la sua richiesta in un breve video, che inviai tramite WhatsApp al direttore editoriale di DeAgostini.
Pochi mesi dopo, l’audiolibro era pronto.
Ma la storia non finisce qui. L’audiolibro ha girato in lungo e in largo… e un giorno è stato ascoltato da Chicca Mencoboni, di Pesaro. Anche lei cieca. Una forza della natura (è un’atleta formidabile, corre e tira con l’arco). Dopo la lettura del #disobbediente, Chicca mi ha scritto un messaggio su Messenger. E si è subito data da fare per organizzare nella sua città una presentazione di Ero un bullo.
Durante i miei giri nelle scuole, ho incontrato molti ragazzi che, pur desiderandolo, per svariate ragioni non possono leggere.
E allora, grazie a insegnanti straordinari, escogitano altri mezzi per farlo.
A Frosinone un’alunna autistica ha trasformato #disobbediente in un fumetto, ad Agrigento una studentessa dislessica ha realizzato splendide illustrazioni per ogni capitolo (di Ero un Bullo, ndr). In entrambi i casi, abbiamo scoperto autentici talenti.
Pubblico in questo post due disegni della ragazza di Agrigento, giusto per darvi un’idea. Io già me la vedo alla Scuola del Fumetto…
Anche questi lavori hanno fatto giri incredibili.
Per esempio, qualche giorno fa, l’assistente alla comunicazione di un’alunna disabile mi ha chiesto un aiuto: “necessiterei di immagini, magari disegni dei personaggi, dei luoghi ecc., perché la ragazza in questione si appoggia molto sul canale visivo”.
Ho scritto subito alla prof.ssa di Agrigento, che mi ha inviato i disegni della sua studentessa.
E così questi disegni dalla Sicilia sono finiti a Cerveteri e stanno aiutando un’altra ragazza a leggere il mio libro.”


I disegni della ragazza di Agrigento
Caro Andrea, sai come le chiama queste il nostro “gancio”? Sono le “connessioni generose”
Anche io, che non uso molto il libro “registrato”, ho provato ad ascoltarlo, e ne ho tratto alcune riflessioni.
Perché “ascoltare” un libro?
Se per alcune persone è fondamentale, perché non vedenti, altre hanno l’abitudine di farlo, magari mentre sono in viaggio, al posto della radio, o mentre fanno jogging.
È uno strumento che tiene compagnia anche per momenti più o meno brevi; nella mia esperienza, devo dire che l’ascolto di Ero un bullo, nonostante conoscessi già la storia, non mi ha annoiato.
L’estratto gratuito
In questo caso l’audiolibro era su Audible. Ho constatato che serve a poco. A farti giudicare mediocre un “prodotto” che poi in realtà è abbastanza buono.
Le cose che proprio non mi sono piaciute
Su un testo come questo, il lettore avrebbe potuto informarsi sulla pronuncia di “Zaccaro”; poi alcuni situazioni descritte. Mi chiedo se anche un confronto con l’autore su come meglio interpretare alcuni passaggi sarebbero giovati ad un miglior risultato finale.
La lettura nel complesso
Nella prima parte tutto era molto veloce (non so se per colpa del mio dispositivo, oppure per problemi di montaggio…): la lettura seguiva il ritmo delle scorribande in moto di Daniel. Dall’arresto in avanti la qualità della lettura è migliorata, e anche le inflessioni della voce nei dialoghi li ho trovati buoni.
Questa era la quarta volta che “ripassavo” il libro, e devo dire che ho riscoperto a distanza di tempo alcuni particolari dimenticati e altri su cui ho scritto lungo tutto quest’anno.
Una lettura che non stanca
Non so di chi sia più il merito: se dell’autore, del protagonista e della storia, o del narratore, ma non mi sono stancata.
Ho ascoltato il libro in diversi orari e in contesti differenti: mi ha tenuto compagnia mentre stiravo, in qualche momento al pomeriggio e tanto alla sera prima di coricarmi; mai è risultato noioso o stancante, soprattutto per una come me che già la storia la conosceva bene.
Caro lettore, non so quanta esperienza hai di audiolibri. Io posso dire di aver fatto un’esperienza diversa e comunque bella.
Crea – Racconta – Ricrea
Tornando al punto di partenza credo che avere la versione audio dei libri di Andrea Franzoso sia ormai un must per i suoi giovani lettori.
Ringrazio Andrea che mi ha permesso di usare per l’articolo il testo e le immagini del suo post.
C’è una miniera di materiale che i ragazzi delle scuole e non solo producono a seguito della lettura di una stessa storia (Ero un bullo se non erro è alla settima ristampa in meno di un anno).
Un processo che alcuni amici del cilento che ho ospitato sul mio blog hanno codificato con questo trinomio: #CreaRaccontaRicrea.
Se Andrea ha raccolto e raccontato la storia di Daniel, tutti quelli che l’hanno letta (o la leggeranno) hanno potuto ricreare il racconto in altre forme.
La “storia vera di Daniel Zaccaro” ormai la conosciamo in tanti; se per caso non ne hai mai sentito parlare, appena puoi vai in libreria, chiedi “Ero un Bullo” di Andrea Franzoso.
Usi gli ebook? C’è la versione Kindle.
Preferisci gli audiolibri? Lo trovi anche su Audible. Che sta in promozione per le feste.